Mediazione

Il discorso del Presidente e i suoi larghi Orizzonti

di Francesco Romano Iannuzzi

Nel giorno del Giuramento alla Repubblica Il Presidente auspica una celere riforma della Giustizia.



E’ partito il nuovo settennato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una soluzione, quella della sua rielezione, auspicata da molti e per più di qualcuno considerata la soluzione più equilibrata, desiderata e funzionale. Al di là delle idee e dei giudizi politici che non attengono a questo spazio e sui quali non ci avventuriamo, il discorso del Presidente della Repubblica ha fornito diversi spunti di riflessione e di confronto.

Tra questi, tutti ampiamente condivisibili, tre in particolare, si sposano con il nostro contesto.

Il Presidente, con un poco velato riferimento alla crisi tra Mosca e Kiev, ha fatto appello affinché tutte le forze e i soggetti coinvolti si adoperino in modo da individuare delle soluzioni attraverso il confronto rispettoso ed il dialogo tra le parti, evitando che possano ergersi pericolosi muro contro muro.
Più in generale ha auspicato che tutti gli operatori, a livello nazionale ed internazionale, adottino delle modalità che generino il confronto, il reciproco ascolto, facendo in modo che le esibizioni di forza lascino il posto ad un intendersi vicendevole e ad una cooperazione continua tra le parti.

Un lungo e vibrante passaggio del discorso di Mattarella è stato dedicato alla Riforma della Giustizia.
Ha evidenziato come sia necessario “rispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini” e quindi che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento.

Una adeguata riforma della Giustizia, oggi più che mai, diventa necessaria anche per ristabilire quel clima di fiducia nelle Istituzioni che permette in ogni Paese, ai suoi cittadini, di vivere secondo regole democratiche. E proprio ai cittadini lo Stato deve rivolgere la sua massima attenzione al fine di tutelarne la libertà, lo sviluppo e rendendoli centrali nella azione politica e di governo.

Riflettendo su questi tre punti del discorso del Presidente, viene spontaneo pensare all’Istituto della Mediazione civile. Essa ha i suoi fondamenti e le sue regole di funzionamento proprio in quelle diverse modalità che permettono un confronto attento e costruttivo tra le parti, basato sul reciproco ascolto e su una azione di sinergia e cooperazione.

Una Giustizia che deve diventare più certa, più rapida ed efficiente trova nell’ampliamento dell’Istituto della Mediazione uno dei suoi maggiori punti di forza attraverso l’ampliamento delle materie soggette alla condizione di procedibilità e tramite l’individuazione di correttivi che ne rendano lo svolgimento sempre più effettivo e sostanziale.  

Il recupero della centralità del cittadino, infine, è un aspetto innato di uno strumento di giustizia consensuale, come viene definita la mediazione, che si fonda sulla capacità e opportunità delle parti di riappropriarsi a pieno titolo della capacità di autodeterminarsi e di controllare pienamente l’esito finale della propria controversia.

I principi ai quali si è ispirato il discorso del Presidente trovano, quindi, anche nella Mediazione quello strumento operativo che ne permette una effettiva ed efficace attuazione.   

Mattarella ha chiesto anche una scuolache sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura” e noi, pertanto, auspichiamo che la cultura e gli insegnamenti della Mediazione trovino stabile dimora e accoglimento nei programmi scolastici al fine di seminare e sviluppare, sin dalla giovane età, una cultura del dialogo e del confronto che possa anche rappresentare per tanti giovani una opportunità di crescita, di sviluppo e di occupazione.

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