Mediazione
Gli strumenti della mediazione familiare
di Maria Clotilde Monaco
L’ascolto, il linguaggio, il rinforzo positivo, il genogramma e altre tecniche utilizzate dal mediatore familiare
mediazione familiare, come spazio neutro di incontro e di dialogo, alternativo all’iter giudiziario, può essere attivata principalmente per le coppie di fatto o coniugi separati con e senza figli per tutti gli aspetti coinvolti nella riorganizzazione familiare, ma anche tra componenti della famiglia che hanno dei conflitti di natura patrimoniale e/o ereditaria.
Il mediatore familiare, attraverso specifiche tecniche di comunicazione, aiuta le parti a dialogare e a trovare soluzioni condivise senza imporre decisioni e con assoluta imparzialità.
In questo articolo esporrò brevemente alcuni dei principali strumenti della mediazione familiare e il loro impatto sulla gestione dei conflitti.
Tecniche di Mediazione Familiare
- Ascolto attivo e la riformulazione
L'ascolto attivo è uno degli strumenti più importanti nella mediazione familiare ed in generale, della mediazione. “L’ascolto attivo è una modalità comunicativa efficace che mette le ali alle persone che la applicano” portando a mio avviso al successo. Una comunicazione efficace è quella dove viene praticato un buon ascolto. Infatti, i buoni comunicatori praticano l’ascolto attivo cioè, ogni volta, prima di rispondere fanno la riformulazione, che in pratica consiste nel cercare di ripetere con parole sintetiche di contenuto uguale, ma di forma diversa, quanto è stato riferito dalla persona. Tale tecnica aiuta a creare tra i soggetti rapporti significativi e collaborativi. Il mediatore ha il compito di ascoltare le parti con empatia, mostrandosi attento attraverso la comunicazione non verbale e dando spazio alle emotività delle parti ed anche ai silenzi quando sia necessario. Questo approccio aiuta le parti a sentirsi comprese, valorizzate e accolte.
- Linguaggio ed il rinforzo positivo
Un linguaggio chiaro, semplice e rassicurante che facilita il dialogo tra le parti. Il mediatore usa e preferisce espressioni neutre e costruttive, mediante termini che aiutano le persone ad aprirsi ed avere fiducia e principalmente a non sentirsi giudicate, evidenzia altresì i comportamenti costruttivi e positivi e soprattutto i concetti positivi utili per creare un clima sereno rafforzando in tal modo la fiducia tra i partecipanti e la collaborazione.
- Il potere del riconoscimento
Il riconoscimento è utile altresì per far sentire le persone comprese e per abbassare la tensione. Il mediatore riconosce i sentimenti di ciascuna parte, dimostrando empatia e legittimando le loro emozioni.
- Tecniche di normalizzazione, ritorno alla realtà, distrazione e futuro centrismo
Il mediatore ha il compito di far comprendere che altre persone hanno affrontato e superato situazioni simili al fine di aiutare le parti a sentirsi meno sole e più fiduciose nella possibilità di trovare una soluzione e di aiutarle a prendere decisioni consapevoli e durature nel tempo. Inoltre, il mediatore ha l’onere di riportare la coppia alla realtà concreta, evitando che divaghino su questioni astratte o ipotetiche e di principio che non li fa pensare in modo lucido, pacato ed equilibrato. Altra tecnica che si usa, a volte, per distrarre i genitori/parti dal conflitto o sbloccare un momento critico è quella di ricordare i figli, la loro nascita, i momenti belli oppure i momenti di legame con gli stessi. Infine, va ricordato che la mediazione non si concentra solo sul passato, ma aiuta le parti a guardare al futuro. L'obiettivo è costruire soluzioni/accordi pratici e sostenibili che rispecchino i bisogni e gli interessi di ciascuna parte e che permettano una continuità di coesistenza tra le parti e la gestione dei figli.
- Il Genogramma
Il mediatore può utilizzare anche il genogramma, una rappresentazione grafica dell'albero genealogico familiare, per aiutare le parti a visualizzare le dinamiche familiari e a comprendere meglio il proprio ruolo all'interno del contesto familiare. Tale tecnica è di fondamentale importanza in quanto fornisce una comprensione più completa dell’individuo e delle dinamiche familiari, della famiglia di origine e di come queste abbiano e possano ancora influenzare il presente ed il futuro, la propria nuova famiglia e la coppia genitoriale.
Queste sono sinteticamente alcune tecniche che il mediatore può o deve usare per ristabilire una comunicazione non violenta e costruttiva tra le parti, ma più che altro sono utili insieme all’abilità del mediatore a creare un ambiente sano e neutro nel quale le parti si sentano “comodi” al fine di lavorare insieme per un futuro (accordo) benessere personale e dei propri figli.